Più camerieri e meno avvocati

il circo della vita

La politica secondo Steve Bannon: più camerieri e meno avvocati

Colui che fu lo stratega della campagna elettorale di Trump si è dichiarato ammiratore della determinazione, del coraggio e della tenacia con la quale una giovane americana, certa Alexandria Ocasio-Cortez, neo deputata del partito democratico, si è messa nella mischia dei social networks conducendo fra l’altro battaglie contro il cambio climatico e le politiche pro carbone del presidente.

Vorrei che questa ex cameriera nel turno di notte in un bar fosse dalla nostra parte, aggiunge, nell’intervista che gli ha fatto a Roma il quotidiano spagnolo El Pais.

La sua tenacia e le sue posizioni anti establishement sono le qualità di cui il partito repubblicano avrebbe bisogno.

La deputata non sa granchè di economia, anzi sa poco di tutto ma non importa, secondo Bannon; la gente si immedesima in lei e l’appoggia.

Diversamente di quanto succede quando il politico o l’aspirante tale, si mette sul piedistallo e rivolgendosi ai votanti li fa sentire idioti.

La Clinton, ad esempio,si era preparata fin da piccola a fare il presidente degli Stati Uniti, ma ha perso nel confronto con Trump,un soggetto da reality show!

Abbiamo dunque bisogno di più camerieri e meno avvocati!

Il populismo si fa strada, spiega Bannon, perchè le elites non hanno e non danno risposte e soluzioni ai problemi del nostro tempo e quindi il sovranismo diventa, a ragione, la nuova aspirazione politica per riprendersi il destino della propria nazione a fronte dei condizionamenti improduttivi che vengono posti da organismi che nulla hanno a che vedere col quotidiano vivere della gente.

Vedi Europa, ma per fortuna conclude Bannon, ci sono politici come Orban, Salvini e Le Pen….

Di questo passo si potrà affermare che l’impegno politico non necessita preparazione, studio,approfondimento delle complesse problematiche sociali?

Che basta essere in sintonia con quanto interessa alla gente e con quanto la gente vuole sentir dire e vuole che venga fatto?

Radici del populismo

E’ innegabile che le radici del populismo si trovano nelle crisi dei sistemi democratici; questi vengono avvertiti come inadeguati e autoreferenziali, specie quando si avviluppano attorno a posizioni ideologiche di partito che non sfociano in soluzioni concrete, che anzi appaiono gioco delle parti nel mantenimento di posizioni privilegiate immutabili;

Essi pertanto, esprimerebbero l’insignificanza dello stesso potere politico a fronte degli accadimenti e delle decisioni prese altrove, ma non si sa dove.

In questa diffusa crisi sistemica è dunque facile ed accattivante preferire camerieri ad avvocati in politica.

La domande d’obbligo che porrei a Bannon:

per essere determinati, coraggiosi e tenaci in politica, come nella vita, è necessario essere camerieri?

vorresti forse sottintendere che avere studiato, essersi impegnato per conseguire una professione di valore comporta poi l’allontanamento dalla gente comune?

che la politica non necessita conoscenze e consapevolezze, perchè in definitiva tutto è teatro e le cose vanno avanti da sé nel carrozzone di una umanità che non conta nulla?

Le istituzioni sono le architravi delle democrazie

Sono convinto che un buon sistema democratico si regge principalmente su istituzioni che funzionano bene; che tali istituzioni sono, in definitiva, l’architrave dello stesso sistema.

Quanto più prossime saranno esse alla quotidiana vita della gente, tanto più potranno considerarsi preziose e da mantenere fuori da incapacità, corruttele o abbordaggi personalistici; chè esse si qualificano per se stesse quali strumenti di buona convivenza, di sicurezza sociale e di sviluppo del benessere.

La democrazia non richiede obbligatoriamente che le reponsabilità politiche siano appannaggio degli acculturati , anzi sarebbe da scartare che esse siano espressione di carriere professionali ad hoc.

Ma essa necessita che le istituzioni siano funzionali alla sua preservazione ed al suo miglioramento, che esse, anzi, possano adeguatamente sostenere il confronto in caso di discrepanze con chi pro tempore sia stato più votato.

La prima responsabilità politica è quella di proteggere e sostenere il buon funzionamento delle istituzioni democratiche.

Per il suo esercizio, ne sono convinto, non occorre essere avvocato o esperto in materie costituzionali: è essenziale tuttavia avere la consapevolezza che solo attraverso le istituzioni le migliori intenzioni ed idee troveranno modo di attuarsi e resistere alle contingenze avverse.

Impegno e preparazione nell’azione politica

Tuttavia, anche per acquisire questa consapevolezza occorrerà impegno preparazione, studio e dedizione.

Tanti disastri politici si possono attribuire a incompetenza,ad un deficit di conoscenze oltre che a cattivi comportamenti.

Se riflettiamo su come si siano prodotte le diverse crisi nelle nostre complesse società potremmo renderci conto che esse sono state la conseguenza di decisioni sbagliate dal respiro corto, di omissioni e di mancanza di reazioni per venirne a capo, e di comportamenti individuali omologati e conseguenti, fino al punto che le crisi siano inesorabilmente esplose.

Così possiamo meglio capire anche l’ultima crisi economica catapultata nel sistema capitalistico da incompetenti oltre che scellerate manovre degli apparati finanziari negli States e altrove nel mondo.

Le conseguenze sono state devastanti per gli stessi sistemi democratici oltre che per le attività industriali e il mantenimento della coesione sociale; ancora non ne veniamo fuori, dopo più di 10 anni.

Ci rendiamo del tutto conto di come ora sia assai difficile affrontare le problematiche del cambio climatico, dopo che immensi danni ecologici si sono prodotti?

Direttrici populiste

Le nuove tecniche di comunicazione facilitano la captazione del consenso utilizzando sottili quanto efficaci strumenti di convincimento; non è superfluo ricordare il ruolo di Bannon, attraverso la Cambridge Analytica, per indirizzare il voto su Trump utilizzando dati di utenti Facebook.

Fake news pubblicate a man bassa sono state capaci e ancor oggi di indirizzare il voto a sostegno di soggetti incompetenti, incapaci e finanche più corrotti.

E’ questa la direttrice che Bannon vuole consigliare? Essa necessita, perchè funzioni, che la gente sia facilmente indotta, sviata e mal informata.

Quando per far politica basta ottenere consensi, ancorchè carpiti con menzogne e programmi inattuabili ma attrattivi, è meglio che la gente sia aculturata, che sia manipolabile, che sia povera di senso critico, che aspiri all’utile personale di corto respiro piuttosto che ad un benessere stabile e compartito.

Una società istintuale è facile preda delle manipolazioni di quanti come Bannon dichiarandosi populista, pone le basi per governi autoritari, con aspirazioni dittatoriali e razziste, in definitiva pericolosi per la convivenza .

Il nostro piccolo unico pianeta invece necessita più che mai la messa in comune di ogni sorta di conoscenze e capacità, di cooperazione fra gli Stati, di buon funzionamento delle istituzioni, di ripartizione equa delle scarse risorse a cominciare dall’acqua, dal suolo abitabile, dalle energie naturali.

E occorrono, anche e soprattutto in politica, uomini e donne che non sappiano solo chiacchierare, ma che si siano preparati al ruolo pubblico, con dedizione e assunzioni di coscienti responsabilità.

Del tipo: faccio il cameriere perchè mi piace farlo, non perchè so fare un caffè e non avendo trovato finora nessuna alternativa mi metterò in politica.

Ma per far che, di grazia?

Mi indichi il signor Steve Bannon, un esempio di amministrazione populista che abbia mantenuto le promesse e risposto ai problemi della gente.

fuoco in campagna

27 marzo 2019

2 comments / Add your comment below

  1. Giuseppe sei sicuro che le crisi delle nostre complesse società siano attribuibili a incompetente, deficit di conoscenze, pessimi comportamenti, oppure non siano volute? Nell’ attesa che camerieri e avvocati diventino onesti, non rimane che vendere le arance ai cinesi. Complimenti per il tuo Blogger. Buon compleanno😍

    1. Ercole, non sono sicuro che le crisi socio economiche siano solo conseguenza di incompetenze o di pessimi comportamenti indiiduali ma non voglio credere che esse siano eterodirette e volute da una longa manus per obiettivi non detti Grazie

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