il caso delle mascherine anti covid 19 della Pivetti e l’attrattiva dei nomi

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Sembra che abbia suscitato scalpore la notizia riportata alla pagina 20 sul Corriere della Sera di ieri 26 aprile 2020 riguardante il sequestro di una grossa partita di mascherine FPP2, proveniente dalla Cina, rinvenute nei depositi di Malpensa.

Le mascherine, prive della certificazione, destinate principalmente a rifornire il dipartimento della Protezione civile venivano anche vendute a caro prezzo in farmacie della Liguria.

La Ditta importatrice appartiene alla ex presidente della Camera Irene Pivetti

Il contratto

Il contratto, per un importo di 30 milioni di euro, prevedeva la fornitura di 15 milioni di dette mascherine; la protezione civile avrebbe anticipato il 60% dell’importo.

Per la Pivetti la notizia è rumorosa solo a motivo del cognome che porta; se si fosse chiamata Rossi il fatto non sarebbe stato riportato dalla stampa, anche perchè nessun addebito può esserle rivolto dal momento che il contratto era conforme alla normativa allora vigente.

Amor di patria

La Pivetti ha trovato l’occasione di evidenziare nell’intervista al giornalista , che niente proibisce che si passi da incarichi pubblici ad attività imprenditoriali, che anzi è stato il suo amor di patria a farla attivare per procurare le introvabili mascherine e che dal contratto non le verrà alcun guadagno.

I social di oggi si sono scatenati con reazioni talora scomposte; ma è passato quasi inosservato il fatto sui giornali.

Allora dov’è la notizia?

Che le farmacie vendevano a caro prezzo queste mascherine, con ricarichi del 250% ?

Oppure che il Dipartimento della Protezione civile ha dato una grossa commessa ad una ditta che fattura appena 70 mila euro?

Oppure che lo stesso Dipartimento non è riuscito a resistere all’attrattiva di tanto proponente cognome?

Tre distinte motivazioni, forse.

A me piace, qui, soffermarmi sull’attrattiva che possono avere certi nomi e cognomi.

Irene era la dea della pace e della giustizia e veniva rappresentata con in mano un ramoscello di ulivo,sostenendo una ricca cornucopia, simbolo di ricchezza, od anche un piccolo Pluto dio dell’abbondanza.

Pivetti è il plurale di pivetto o pivetta, una sorta di denominazione della cornamusa, dal dolce suono campestre e incantatore.

Come poteva il Dipartimento sottrarsi a così tanta significanza attrattiva?!

La vicenda, però, mi ha riportato alla mente il terremoto de L’Aquila dell’aprile 2009: scalpore e indignazione suscitarono allora le risate intercettate di due imprenditori che al telefono pregustavano già i lauti guadagni conseguenti a forniture e servizi per quella tragedia.

C’è da porsi una ulteriore domanda:

ci sarebbe stata notizia se tutta la fornitura fosse andata direttamente alla Protezione Civile e non anche alle farmacie, ove l’esorbintante prezzo di vendita aveva suscitato l’attenzione della guardia di finanza e della procura della repubblica?

Allora mi dico: graziosa Dea, tenga pure fra le braccia la ricca cornucopia e il piccolo Pluto capace darLe inaspettata ricchezza, ma per favore ci risparmi il riferimento al suo amor di patria in questo triste aprile 2020.

27 aprile 2020

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